Daniele Capezzone e Marco Pannella ai ferri corti...
«Ma noi siamo gli unici - attacca il segretario - che in 5 mesi non hanno mai creato un problema al governo Prodi, avendone una caterva così. Sui Pacs, sull'eutanasia, sul testamento biologico, sui diritti civili, ci stanno prendendo per il culo». Di seguito: «Mentre tu al congresso dell'anno scorso dicevi indulto, indulto, indulto, io ribattevo con Pacs, droga e Giavazzi». «Ci stiamo cespuglizzando» è l'accusa di Capezzone, al quale non è neanche andata giù la maniera con cui è stato segato dal governo Prodi il tavolo dei volenterosi: «Se l'avesse fatto Berlusconi, avremmo avuto l'Italia in rivolta contro il porco fascista». Pannella gli rinfaccia: «Se dipendeva da te, la Rosa nel pugno era già chiusa». E Capezzone se la piglia allora con l'alleato dello Sdi: «Basta con la fregnaccia di Boselli che "perdiamo peso politico", lo perde lui che non l'ha mai avuto. Gli è stata regalata la possibilità di aprire una vertenza al giorno, e stronzo com'è, non l'ha mai fatto». Ma è il rapporto ormai usurato con Pannella che tiene banco. «E' indice di un malanimo che non capisco. Ma io ho per te affetto e rispetto» tende la mano Capezzone. «Io ho il malanimo - ribatte Pannella - e lo esprimo». Capezzone: «Io sono calmo». Pannella: «Sì, lo sappiamo che dormi solo tre ore...». A quel punto prende la parola Emma Bonino, rimasta silente fino ad allora e sollecitata ad intervenire da Pannella.
«Se il gioco è tra governativi è movimentisti non mi sta bene. Se uno non fa tre dichiarazioni al giorno contro il governo, è succube? Ma dai!» sbotta il ministro. «Caro Daniele - polemizza Emma - non basti da solo, anche se sei bravissimo. Anch'io nel mio piccolo...». E le scappa un pesante improperio che Oltretevere non gradiranno.
Quando il bubbone è scoppiato, Pannella decide di intervenire ai microfoni di Radio Radicale: «È il modo per rianimare il nostro soggetto politico, quello che è e quello che ci unisce». Quanto a Capezzone, «l'ho dovuto difendere contro le antipatie e le critiche anche giuste, dicendo "guardate che questo è uno di grande valore", di cui occorre fare tesoro. Naturalmente - fa notare Pannella - poi per il carattere di Daniele è tutto scontato, questo non è nulla. Poi, magari, uno gli dice che ha un neo sulla punta del naso e si incazza. Pannella conclude guardando a Padova: «Mi dicono che nel congresso ci saranno anche quelli che vengono a difendere Daniele e le democrazie, ben vengano». Capezzone in una nota nella quale ribadisce che è pronto a rinunciare al suo incarico di segretario perché «è naturale che vi sia un ricambio» si dice «fiero del fatto che il nostro sia un partito aperto, dove le discussioni sono conoscibili e giudicabili da tutti. Non solo non mi dispiace ma lo rivendico come metodo».
(fonte: corriere.it)

