martedì, ottobre 31, 2006

Daniele Capezzone e Marco Pannella ai ferri corti...

A pochi giorni dal congresso (a Padova da giovedì), lo scontro sotterraneo che da settimane contrappone Pannella da un lato e Capezzone dall'altro esplode così sul web. Il diverbio (ripreso oggi anche dal Giornale) è duro, senza sconti come nello stile di via Torre Argentina. La direzione è quella del 26 ottobre. Capezzone versus Pannella è un lungo duello che dura due ore, a base di parolacce in romanesco, sospetti e accuse reciproche. Col giovane segretario, a un passo dall'addio (l'assise veneta dovrebbe infatti ufficializzare l'incoronazione di Rita Bernardini, attuale tesoriere e fedelissima di Pannella), che rivendica il lavoro compiuto in cinque mesi: «Noi - anzi mi permetto di dire io - le ho azzeccate tutte: l'agenda Giavazzi, la legge Biagi, il tavolo dei volenterosi», sbotta Capezzone. E invece - si lamenta con Pannella - «vengo destituito» con una gestione autolesionistica, «da Tafazzi». E ancora: «Sembra che il calo degli iscritti sia colpa di quello stronzo di Capezzone. Io sono presidente di questa cazzo di commissione (quella delle Attività produttive ndr), grazie a te, Emma e alla baracca radicale, ma...». Quindi il grido morettiano: «Smettiamola di farci del male». E rivolto a Marco: «Domenica hai fatto un'ora di trasmissione per farmi un culo così». «Perché - invoca Capezzone - ti devi infilare nel cliché più stupido, quello di Pannella che divora i suoi figli?». Replica immediata: «È da 20 anni che non mi faccio spaventare da questo». Pannella si scalda: «Ma aooh? Ti credi davvero di essere il grande stratega mentre gli altri sono degli stronzi?». Capezzone prova a ricucire: «Io sono calmo e tu no, sto facendo esercizi buddisti per non perdere la calma». E quell'altro di rimando: «Non cambiare le carte in tavola, dici menzogne». Capezzone non molla: «Ho aperto dei varchi mediatici con campagne che mi sono inventato io». Pannella: «Qualche ideuzza ti è venuta anche da noi...».
«Ma noi siamo gli unici - attacca il segretario - che in 5 mesi non hanno mai creato un problema al governo Prodi, avendone una caterva così. Sui Pacs, sull'eutanasia, sul testamento biologico, sui diritti civili, ci stanno prendendo per il culo». Di seguito: «Mentre tu al congresso dell'anno scorso dicevi indulto, indulto, indulto, io ribattevo con Pacs, droga e Giavazzi». «Ci stiamo cespuglizzando» è l'accusa di Capezzone, al quale non è neanche andata giù la maniera con cui è stato segato dal governo Prodi il tavolo dei volenterosi: «Se l'avesse fatto Berlusconi, avremmo avuto l'Italia in rivolta contro il porco fascista». Pannella gli rinfaccia: «Se dipendeva da te, la Rosa nel pugno era già chiusa». E Capezzone se la piglia allora con l'alleato dello Sdi: «Basta con la fregnaccia di Boselli che "perdiamo peso politico", lo perde lui che non l'ha mai avuto. Gli è stata regalata la possibilità di aprire una vertenza al giorno, e stronzo com'è, non l'ha mai fatto». Ma è il rapporto ormai usurato con Pannella che tiene banco. «E' indice di un malanimo che non capisco. Ma io ho per te affetto e rispetto» tende la mano Capezzone. «Io ho il malanimo - ribatte Pannella - e lo esprimo». Capezzone: «Io sono calmo». Pannella: «Sì, lo sappiamo che dormi solo tre ore...». A quel punto prende la parola Emma Bonino, rimasta silente fino ad allora e sollecitata ad intervenire da Pannella.
«Se il gioco è tra governativi è movimentisti non mi sta bene. Se uno non fa tre dichiarazioni al giorno contro il governo, è succube? Ma dai!» sbotta il ministro. «Caro Daniele - polemizza Emma - non basti da solo, anche se sei bravissimo. Anch'io nel mio piccolo...». E le scappa un pesante improperio che Oltretevere non gradiranno.
Quando il bubbone è scoppiato, Pannella decide di intervenire ai microfoni di Radio Radicale: «È il modo per rianimare il nostro soggetto politico, quello che è e quello che ci unisce». Quanto a Capezzone, «l'ho dovuto difendere contro le antipatie e le critiche anche giuste, dicendo "guardate che questo è uno di grande valore", di cui occorre fare tesoro. Naturalmente - fa notare Pannella - poi per il carattere di Daniele è tutto scontato, questo non è nulla. Poi, magari, uno gli dice che ha un neo sulla punta del naso e si incazza. Pannella conclude guardando a Padova: «Mi dicono che nel congresso ci saranno anche quelli che vengono a difendere Daniele e le democrazie, ben vengano». Capezzone in una nota nella quale ribadisce che è pronto a rinunciare al suo incarico di segretario perché «è naturale che vi sia un ricambio» si dice «fiero del fatto che il nostro sia un partito aperto, dove le discussioni sono conoscibili e giudicabili da tutti. Non solo non mi dispiace ma lo rivendico come metodo».
(fonte: corriere.it)

venerdì, ottobre 27, 2006

Anche Capezzone dice sì alla "polizia internazionale"

L’on. Daniele Capezzone, 34 anni, in sopralluogo nel Veneto, dove la settimana prossima il partito radicale terrà a Padova Fiere il suo congresso, transita per Vicenza e si ferma a Trissino, per una cena di tono “liberal” con Giannino Marzotto, uno dei potenziali “volenterosi” che il progetto del segretario del PR vorrebbe mettere assieme, lasciando tra pochi giorni ad altri (il tesoriere Rita Bernardini in pole position) la guida del partito.
Il “giovanotto” al timone dei radicali ha idee chiare: bisogna fare il possibile, mettendo assieme le persone che credono nella libertà. Ed è assolutamente “laico” nei confronti due poli: i volenterosi si trovano indipendentemente dagli schieramenti idelogici.
Cita così in apertura di conversazione il provvedimento in arrivo dalla commissione per le attività produttive che presiede: «Oggi per avviare un’ impresa servono mediamente più di cinquanta autorizzazioni, che debbono arrivare da più di dieci organismi diversi. Via tutto! Non appena la legge sarà approvata chi vuole aprire una carrozzeria piuttosto che un’ attività da idraulico dovrà semplicemente produrre un’ autocertificazione. Il giorno dopo sarà perfettamente in regola e gli accertamenti verranno in seguito, a posteriori...».
Una rivoluzione. Chiosa: «In quella commissione io sono uno su cinquantuno, ma se si vuole fare si può, basta cominciare...».
Di argomenti ne ha tanti e il congresso di Padova si annuncia vivacissimo: «Abbiamo scelto il Veneto perchè in questa regione, a parte una... gita a Venezia di Rifondazione, qualche tempo fa, non si sono mai fatti congressi nazionali di grandi partiti».
È affascinato dal popolo delle “partite Iva”, crede che la giustizia fiscale e la lotta all’evasione passino per la deducibilità delle spese, non rinuncia alla sfida per “tutte” le libertà patrimonio tradizionale dei radicali.
E qui il cronista non può rinunciare alla domanda di stretta attualità locale: alla fine degli anni sessanta Vicenza era il terminale della Marcia della Pace di Marco Pannella, che si concludeva davanti alla caserma Ederle. I cartelli erano eloquenti: Yankee Go Home. Adesso gli Usa chiedono di raddoppiare la propria presenza a Vicenza. Che ne pensa il segretario dei radicali?
«Risposta facilissima: penso che dobbiamo smetterla di pensare che la sicurezza internazionale sia un bene che si autodifende. Anche un sincero non violento, quale certamente è un radicale, si rende conto della necessità di non prescindere dai metodi della difesa tradizionale».
- Quindi il suo è un sì al raddoppio della base Usa?
«È un sì alle necessità di potenziamento di quella che dovrà essere una “polizia internazionale”. Poi capisco anch’io che è molto più facile mettere assieme 1000 persone che manifestano contro gli Stati Uniti che 100 mila che dovrebbero manifestare contro tutte le dittature. Pensi che il parlamento europeo ha esaminato ben sette risoluzioni a proposito della questione irachena ed è arrivato alla bella conclusione di... bocciarle tutte. Dobbiamo diventare seri».
- Quindi lei la pensa come i 100 mila che... non manifestano. Ma Pannella, 35 anni fa? Lei non era ancora nato, però lui stazionava davanti alla Ederle e la “polizia nazionale” doveva portarlo via di peso per fargli interrompere il sit in di protesta contro gli “amerikani”...
«Non ero ancora nato, ma conosco tutta la storia di Marco e di un partito che nasce con il Mondo di Pannunzio, quindi certamente Atlantico, amico degli Stati Uniti. È però anche un partito antimilitarista (quelli per gli Usa erano gli anni del Vietnam), per l’ obiezione di coscienza e per tutta una serie di battaglie che sono patrimonio di chi ha sempre lottato per la libertà e per la sua difesa. Possiamo tranquillamente rileggere gli articoli di quei tempi senza provare vergogna alcuna. Non credo lo possa fare una certa parte della sinistra...»
- Morale: il raddoppio della base Usa a Vicenza è una maggior sicurezza. Ma le spese per sostenere un insediamento di 2/3 mila uomini?
Qui Daniele Capezzone torna seraficamente pragmatico e chiude il discorso con un sorriso:
«Chi paga? Via, cerchiamo di essere seri: ci si mette attorno a un tavolo e la faccenda si risolve in un... quarto d’ora».


di Gianmauro Anni - Il Giornale di Vicenza

giovedì, ottobre 19, 2006

Sto nel centrosinistra ma dico: giusto protestare

Signor Direttore, La ringrazio per questa possibilità di rivolgermi a tanti imprenditori Suoi lettori, quando siamo ormai alla vigilia di alcune importanti manifestazioni pubbliche, e mentre manca poco anche al Congresso di Radicali italiani, che non a caso abbiamo previsto proprio a Padova dal 2 al 5 novembre prossimi.

È noto a tanti che, pur stando nelle file del centrosinistra, a me questa finanziaria non piace affatto. Ci sono errori grossolani: lo schiaffo della tassa di successione (per di più sotto falso nome!); l'altro schiaffo del Tfr, che esporrà soprattutto le piccole imprese rispetto alle banche.

Per non parlare di tutto il capitolo che rischia di far passare il Governo dalla parte del torto perfino quando persegue un obiettivo giusto come la lotta all'evasione fiscale. E’ vero: l'italia ha un grave problema di ”evasione" e di "sommerso". Ma contrastarlo in modo poliziesco (penso all'assurda idea di far chiudere un negozio per un mese, per tre infrazioni sugli scontrini) è assurdo e inefficace, oltre che illiberale. Al contrario, ci sarebbe una strada semplice, liberale e di sicura efficacia, lanciata dal nostro "tavolo dei volenterosi", a partire da una prima proposta di Bruno Tabacci: mi riferisco alla creazione di un "contrasto di interessi" rendendo "scaricabili" attraverso detrazioni tutte le prestazioni e tutti i servizi possibili. Se io posso scaricare tutto, sarò il primo ad essere interessato ad ottenere scontrini, fatture e ricevute: questo è un modo civile di procedere, senza atteggiamenti occhiuti, minacciosi e polizieschi. È questo un esempio delle proposte che, con parlamentari di centrosinistra e di centrodestra, abbiamo avanzato, anche in sintonia con le gravi critiche che sia l'ex presidente Ciampi che il Governatore di Bankitalia Draghi hanno rivolto alla finanziaria. Ecco il punto: doveva essere una finanziaria centrata sulla spesa e su riforme strutturali (pensioni, sanità, pubblico impiego e finanza locale), e invece ci ritroviamo come al solito di fronte a una manovra basata su tasse. Errore imperdonabile, da correggere subito: e continuiamo a chiedere al Governo l'atto di umiltà e di saggezza di riscrivere la finanziaria, sulla base proprio delle indicazioni di Mario Draghi. Altrimenti, la sfiducia dei cittadini nei confronti dell'Esecutivo (come i sondaggi già ampiamente testimoniano) diventerà un dato ben difficilmente reversibile.

Qualcuno ha parlato di "vendetta" di un pezzo di centrosinistra nei confronti delle piccole imprese. Dal mio punto di vista, se possibile, la diagnosi è ancora più impietosa: siamo dinanzi ad un'inadeguatezza, ad un'incapacità profonda, ad una non-lettura di quello che accade nella nostra società e nel nostro tempo. Ancora si ragiona, da parte di tanti, in termini di "blocchi sociali" (che, come tali, non esistono più), o comunque ci si "siede" sul vecchio schema della "triangolazione" con sindacato e grande impresa. Dimenticando che oggi gran parte dei lavoratori non sono rappresentati dal sindacato, così come gran parte degli imprenditori sono -di fatto- senza voce. Esemplifico: chi si occupa dei 6 milioni di piccole e piccolissime imprese, che non vanno nei tg, ma rappresentano il cuore pulsante del paese? Se l'unica cosa che "arriva" a questa parte del paese, da sinistra, è nei giorni pari il ripristino della tassa di successione, e nei giorni dispari l'abolizione del secondo modulo della riforma fiscale, quello che si crea è un sentimento di paura e di diffidenza profonda. Vorrei che non si dimenticasse che, in tre mesi di campagna elettorale, l'Unione ha gettato al vento circa 7-8 punti di vantaggio: e l'incertezza (per non dire altro) sulle tasse ha giocato un ruolo rilevantissimo.

Noi Radicali italiani siamo fortemente impegnati in questo senso. E il nostro Congresso (che potrebbe coincidere con un passaggio parlamentare importante: il primo voto alla Camera sulla mia proposta "Sette giorni per aprire un'impresa", che disbosca buona parte della giungla burocratica che opprime chi vuole aprire un'azienda) vuole essere anche il Congresso di quanti si sono in questi giorni radunati a Treviso, e poi a Schio, o che nei prossimi giorni saranno a Vicenza. Non è -per noi- questione di "destra" o di "sinistra", ma di buon senso e di ragionevolezza. Siamo determinati a far lavorare insieme i cittadini e i parlamentari che, per chiunque abbiano votato, hanno a cuore obiettivi liberali e di riforma per il nostro paese. Proviamoci insieme.


Daniele Capezzone


dal Gazzettino

sabato, ottobre 07, 2006

Dalla newsletter dell'IBL

Comunicato Stampa
Sabato 7 ottobre 2006


L'Istituto Bruno Leoni organizza lunedì 9 ottobre alle 10,30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, una conferenza stampa con Grover Norquist (presidente degli Americans for Tax Reform) e Daniele Capezzone (presidente della Commissione Attività Produttive) per lanciare una collaborazione sulle politiche fiscali.

Dice Alberto Mingardi, direttore generale dell'IBL: "in questo incontro Capezzone annuncerà l'avvio di una cooperazione con Grover Norquist, l'inventore del 'Contratto con l'America' e uno dei più straordinari protagonisti del movimento per la riforma fiscale d'oltreoceano. L'obiettivo dell'iniziativa è stimolare l'emergere anche in Italia di posizioni coerentemente tese alla riduzione della pressione fiscale; il nostro augurio è che Capezzone possa raccogliere attorno a sè altri parlamentari di entrambi gli schieramenti, anche con l'obiettivo di rivedere le parti più discutibili della finanziaria in materia fiscale".

venerdì, ottobre 06, 2006

I Cavalieri della Tavola dei Volonterosi

Daniele Capezzone, con un impeto - non s'offenda il nostro beniamino - degno di Scalfaro, dice "Non ci sto" e imbandisce una tavola bipartisan per mettere a punto delle modifiche alla finanziaria in senso liberale.

Riportiamo qui di seguito alcune dichiarazioni dell’On. Capezzone.


5 ottobre 2006, Roma.

La legge finanziaria, così com'è, non va e non può andare.

E' troppo grande la distanza tra il Dpef (che aveva giustamente scelto la linea delle riforme strutturali sul lato della spesa) e una finanziaria che ha invece scelto di agire sul lato delle entrate, delle tasse.

Per questo, insieme a Paolo Messa, abbiamo lanciato il tavolo bipartisan per le modifiche della finanziaria (con la presenza, tra gli altri, di Bondi, Tabacci, Nicola Rossi, Follini, Pisicchio, Scarabosio, Del Bue, Nucara), che è una risorsa per tutti.

Mi auguro che il Governo voglia ascoltare e comprendere quanto si muove nel paese, che chiede meno tasse e più riforme.

Si è ricreata (a causa di questa finanziaria) l'atmosfera per cui l'Unione perse 7-8 punti nelle ultime settimane della campagna elettorale. Non sarebbe utile cambiare strada?


Manovra: nasce il "tavolo dei volenterosi", per modifiche bipartisan
Con Capezzone e Messa (Formiche), Bondi, Nicola Rossi, Tabacci, Del Bue, Follini, Nucara, Pisicchio, Scarabosio. La prossima settimana la prima riunione operativa.

Roma, 4 ottobre 2006

• Dichiarazione di Daniele Capezzone (presidente della Commissione attività produttive della Camera e segretario di Radicali italiani) e Paolo Messa (curatore di Formiche)

Siamo ben consapevoli delle grandi difficoltà con cui dovremo misurarci, ma a maggior ragione siamo determinati a compiere uno sforzo importante.

Nasce così un "tavolo dei volenterosi", di quanti cioè, indipendentemente dalla loro attuale collocazione politica e parlamentare, vogliono lavorare per mettere in campo modifiche bipartisan della legge finanziaria.

Hanno accettato di farne parte, con noi, Sandro Bondi (coordinatore nazionale di Forza Italia), Nicola Rossi (economista, deputato DS), Bruno Tabacci (deputato Udc, già Presidente della Commissione attività produttive della Camera), Mauro Del Bue (Nuovo Psi), Marco Follini
(senatore, già segretario Udc), Francesco Nucara (segretario Pri), Pino Pisicchio (Italia dei Valori, presidente della Commissione Giustizia della Camera), Aldo Scarabosio (FI, Presidente della Commissione Industria del Senato).

La prima riunione operativa si terrà la prossima settimana.

Finanziaria, Tavolo bipartisan. Capezzone: la nostra iniziativa è un'opportunità per tutti

Roma, 6 ottobre 2006

• Dichiarazione di Daniele Capezzone, presidente della Commissione Attività produttive della Camera e segretario di Radicali Italiani

Il "tavolo dei volenterosi" per mettere a punto ipotesi di modifiche bipartisan della finanziaria è una occasione importante.

Desidero ringraziare quanti hanno già raccolto l'appello mio e di Paolo Messa, curatore di Formiche. Ci vedremo la prossima settimana per isolare alcuni punti precisi. Intanto, spero che in molti, a sinistra come a destra, vogliano far tesoro di questa opportunità concreta.

E' interesse di tutti, anche nella maggioranza, non blindare e non blindarsi. Sarebbe un errore difficilmente reversibile o correggibile.

In particolare, mi pare che la maggioranza dovrebbe e potrebbe far tesoro della disponibilità manifestata nelle sue dichiarazioni di ieri (e sui giornali di oggi) dall'onorevole Berlusconi, che esprime una volontà di cercare intese sui contenuti, e dall'onorevole Bondi (il quale è stato addirittura tra i primissimimi aderenti all'iniziativa del "tavolo").


lunedì, ottobre 02, 2006

Intervento di Daniele Capezzone sulla finanziara

Segnalo queste dichiarazioni di Daniele sulla finanziaria che il governo si appresta ad approvare. Le sue riflessioni offrono spunti di grande interesse.